Come superare il paradosso del risparmiatore italiano

Come superare il paradosso del risparmiatore italiano

risparmiatore

Una storica frase cita che “gli italiani sono un popolo di Santi, Poeti, Navigatori…” e a noi piace aggiungere “di risparmiatori”, anche se non di investitori e ne è la prova l’enorme liquidità parcheggiata sui conti correnti.

Quella della liquidità è una tendenza che accompagna da sempre noi italiani, ma che negli ultimi 10 anni è andata via via ad aumentare. Ma in quest’ultimo anno cosa è successo?

Nel periodo del lockdown questa liquidità è addirittura aumentata mediamente dell’8% rispetto al 2019 dove 28 milioni di italiani hanno continuato a risparmiare complice anche la difficoltà a consumare.

Secondo l’ultimo bollettino dell’Albi, sui conti correnti degli italiani sono depositati 1.682 miliardi di euro e se andiamo a guardare la ricerca di Banca d’Italia del 2019 già ci parlava di più di 1.400 miliardi di liquidità.

Questo aumento si spiega certamente con la situazione sanitaria che stiamo vivendo la quale determina paura per la salute e preoccupazione anche per il risvolto economico, per cui di fronte ad un’accentuata incertezza si tende a risparmiare di più.

Questo è sicuramente un fatto positivo, ma è opportuno fare dei distinguo:

Se si ha bisogno di quella liquidità nel breve termine (9-12 mesi) allora il conto corrente è la scelta migliore, diversamente il conto corrente è la scelta più inappropriata.

Fino a qualche anno fa si era abituati a vivere di cedole piuttosto generose del debito governativo ritenuto sicuro e protetto, ci si sentiva in una botte di ferro e non si andava alla ricerca di altre forme d’investimento diversificate.

Oggi però il mondo finanziario è caratterizzato da tassi a zero se non addirittura negativi a cui il risparmiatore non è abituato e pertanto posticipa ogni decisione arrivando alla conclusione:

“Lascio i soldi in conto perché non si sa mai oppure perché almeno non li perdo.”

Ma è veramente così?

Il vero rischio oggi è proprio l’illusione della protezione della liquidità sul conto corrente.

Per far capire meglio questa illusione facciamo un esempio pratico. Chi nel 1960 ha messo da parte 100.000 lire rinunciando a 10 cene al ristorante si è ritrovato nel 2003, quando il cambio di valuta gli ha imposto il passaggio agli euro, con l’equivalente di 5 caffè. Questo depauperamento di potere d’acquisto è stato causato dall’inflazione. Quindi soldi in eccesso sul conto corrente comportano la certezza di perdere denaro nel tempo inteso come potere d’acquisto.

L’altro elemento fondamentale da considerare è la mancanza di pianificazione finanziaria.

Chiediamoci: quali sono le nostre reali esigenze finanziarie?

Non è facile trovare il tempo per mettersi d’impegno a pensare come monetizzare e pianificare le proprie spese, i propri interessi e i propri doveri anche perché non è facile trovare un punto da cui partire; chiediamoci per esempio in quanti guardano a quello che potrà essere domani il vero gap previdenziale. Come si potrà un domani mantenere lo stesso tenore di vita di oggi?

Solo una corretta pianificazione ci permetterà di avere la serenità finanziaria e nel contempo di guardare gli investimenti finanziari in un’ottica diversa rispetto al passato.

Il denaro non è un fine, ma un mezzo per soddisfare determinate esigenze. Lasciato liquido, il denaro non è funzionale al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Se confrontiamo l’approccio di noi italiani con i risparmiatori inglesi notiamo che chi ha pianificato in modo efficace dei piani di investimento in base a degli obiettivi ha ottenuto un incremento della propria ricchezza superiore al 19% rispetto a chi non lo ha fatto.

Siamo di fronte quindi al vero paradosso del risparmiatore italiano e senza dubbio la bassa cultura finanziaria e la consapevolezza hanno nel tempo accentuato questo paradosso.

Secondo l’indagine condotta dal Standard & Poor’s Ratings Services insieme alla Banca Mondiale, infatti, gli italiani sono solo al 63° posto per livello di alfabetizzazione finanziaria e all’ultimo posto tra i Paesi del G7.

Un ruolo fondamentale nell’aiutare le persone a una maggiore consapevolezza e a compiere la corretta pianificazione lo svolge il Consulente Finanziario

Proprio il consulente finanziario potrà supportare il risparmiatore nell’individuare quelli che sono i veri bisogni traghettando la liquidità verso il corretto impiego consapevole dove da una parte, per far fronte al bisogno di sicurezza, protezione e tutela, si potranno scegliere delle coperture assicurative.

Questo consentirà di liberare risorse dal conto corrente e sfruttarle per le opportunità derivanti dal mercato affinché il capitale sia salvaguardato, addirittura venga messo a reddito e possa dare dei ritorni.

Concludo questo articolo, nell’ambito del mese dell’educazione finanziaria, con il fatto che se ci fermiamo al presente vediamo un mondo di incertezze, a volte anche di frustrazione che non ci permette di agire, ma se solo riusciamo ad allargare la finestra temporale vediamo il presente proiettato nel futuro perché è proprio per garantirci un futuro migliore che è necessario investire.

Tempo e fiducia sono le due merci che non si comprano in bottega, ma che nella vita del risparmiatore sono fondamentali.

 

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Rosario Daniele Iemulo