Investimenti sostenibili: moda o realtà

Investimenti sostenibili: moda o realtà

investimenti sostenibili

I lockdown sociali ed economici causati dal Covid-19 hanno spinto molti a riflettere sulla necessità di un futuro più sostenibile.

Quando sentiamo la parola “sostenibilità” tendiamo a pensare a fonti di energie rinnovabili, riduzione delle emissioni di carbonio, protezione dell’ambiente. Più in generale la sostenibilità tiene conto di come potremmo vivere in armonia con il mondo che ci circonda senza compromettere il nostro modo di vivere.

Già nel 2005, il Vertice mondiale sullo sviluppo sociale ha identificato tre aree centrali che contribuiscono allo sviluppo sostenibile. Questi “pilastri” sono:

  • Crescita economica
  • Sviluppo sociale
  • Protezione dell’ambiente

Nel settembre 2015 i governi di 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Essa ingloba 17 Obiettivi – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ riguardanti le persone, il pianeta ed il benessere. I Paesi, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Tra gli obiettivi comuni importanti per lo sviluppo possiamo citare: la lotta alla povertà, il contrasto al cambiamento climatico e il raggiungimento dell’uguaglianza di genere.

Al termine Sostenibilità possiamo affiancare il verbo scegliere perché è dalla scelta dei nostri comportamenti che decidiamo come vivere e quale mondo lasciare alle generazioni future.

Anche dal punto degli investimenti possiamo scegliere un approccio sostenibile e cerchiamo ora di capire più nel dettaglio cosa vuol dire investire in modo sostenibile.

Come sappiamo l’obiettivo principale di un investimento è quello della crescita di valore del risparmio nel tempo, ma investire significa pure guardare al futuro attraverso delle decisioni che influenzeranno l’evoluzione della società di oggi e di domani pertanto investire in modo responsabile e sostenibile sarà sempre più una scelta necessaria. Questi temi faranno sempre più parte della nostra vita.

Probabilmente hai già sentito parlare o letto di investimenti “sostenibili”. Ma cosa significa?

Gli investimenti sostenibili, noti anche come investimenti ESG (environment, social e governance) sono una tendenza in rapida crescita ed utilizzano i criteri ambientali, sociali e di governance per la valutazione prima di prendere una decisione di investimento.

Certamente il tema ambientale (energie rinnovabili, efficienza energetica, riciclo e lotta agli sprechi, in primis) inteso come uso efficiente delle risorse è sicuramente quello che le persone percepiscono maggiormente perché spesso le conseguenze dei cambiamenti climatici le vivono sulla propria pelle (es. alluvioni, siccità, disboscamenti, scioglimento dei ghiacciai).

Nel contempo anche l’attenzione alla parità di genere, alla tutela dei lavoratori ed al buon governo societario sono elementi fondamentali nella valutazione Esg che a loro volta possono creare o distruggere la reputazione  influenzando le decisioni di acquisto da parte dei consumatori.

Esg, quindi, è un modo per determinare quali aziende guardano al futuro, non solo al profitto, e la loro valutazione viene fatta integrando l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso.

Sgombriamo subito il campo da due falsi miti che riguardano gli investimenti sostenibili

1) hanno performance inferiori agli altri investimenti non Esg

In molti investitori c’è la percezione che investire in società attente ai criteri Esg significhi rinunciare a parte del rendimento del mercato.

In realtà, è dimostrato empiricamente che le strategie sostenibili possono generare un’extra performance – e spesso lo fanno – rispetto alle strategie convenzionali.

Nel 2015 il mondo accademico ha analizzato oltre 2.000 studi allo scopo di confrontare le società con profili ESG solidi con quelle con connotati ambientali e sociali più deboli.

Gli autori della ricerca hanno rilevato che le società caratterizzate da profili ESG solidi, ovvero focalizzate sulle realtà che mettono in atto buone pratiche ESG, tendono a generare performance superiori a quelle delle controparti non ESG grazie alla capacità di selezionare le società più virtuose.

Puntare su aziende che rispettano i criteri ESG vuol dire assicurarsi profitti più stabili nel tempo, maggiori dividendi e minore volatilità.

Lo dimostra la ricerca “La relazione fra rating ESG e performance di mercato: un studio sui titoli dell’indice Stoxx Europe 600” condotta da BANOR SIM in collaborazione con il Politecnico di Milano, utilizzando la stessa metodologia adottata dalla Harvard Business School per analizzare il mercato USA.

La ricerca dimostra che le società industriali dell’indice Stoxx Europe 600 con alto rating ESG corrispondono a quelle che sono state più efficienti nell’aumentare i volumi di fatturato, migliorare la marginalità operativa e il dividend yield.

 

esg

 

Nel febbraio 2019, Morningstar, uno dei più autorevoli provider indipendenti di analisi sui fondi comuni, ha pubblicato uno studio dal quale emergeva che il 63% dei fondi sostenibili aveva chiuso il 2018 classificandosi nella prima metà delle rispettive categorie.

Gli analisti di Morningstar hanno rilevato che i fondi azionari sostenibili avevano registrato una performance migliore rispetto alle controparti tradizionali nel 2018, in un contesto di mercato negativo e volatile per l’azionario.

2) l’investimento sostenibile mira solamente ad escludere i “ cattivi”

In passato l’approccio ESG si è focalizzato sull’esclusione di determinate aziende o settori (es. produttori o distributori di alcool, tabacco, armi da fuoco, pornografia e anche i gestori di casinò).

Ciò riduceva il ventaglio di scelta degli investitori esponendo gli stessi a una minore diversificazione e a performance poco soddisfacenti.

Oggi, sempre con maggiore frequenza, l’approccio utilizza metodologie volte all’inclusione basate su analisi che individuano le opportunità offerte da progetti legati ad esempio all’energia rinnovabile, alla tecnologia legata ai nuovi processi produttivi, all’agricoltura biologica, alla raccolta differenziata, al riciclaggio di rifiuti etc…

I vantaggi per le aziende e gli investitori

Da diversi studi emerge che le società che rispettano i principi Esg registrano performance migliori e più stabili nel tempo, beneficiano di un costo del capitale inferiore e di rating creditizi più elevati.

Le società che non sono in grado di gestire i rischi ambientali, invece, hanno costi di indebitamento in media superiori del 20%.

Secondo lo studio “The Impact of Corporate Sustainability on Organizational Processes and Performance” della Business School di Harvard, ogni dollaro investito in società altamente sostenibili nel 1993, nel 2010 valeva 22,6 dollari, contro i 15,4 dollari delle concorrenti meno attente ai criteri Esg.

Inoltre, più è elevato il rating Esg di una società, meno è volatile l’andamento delle azioni quotate, soprattutto in periodi di turbolenza dei mercati.

Lato investitori l’inclusione dei criteri ESG nelle scelte di investimento consente una migliore gestione dei rischi di lungo periodo e nel contempo beneficiare delle opportunità di rendimento a lungo.

  • Attraverso le analisi ESG, è possibile evidenziare ed evitare potenziali rischi normativi, ambientali e reputazionali legati ad un’azienda (per esempio, è meno probabile che una società che applichi standard qualitativi rigorosi finisca in tribunale). Il 78% delle aziende che in passato avevano rating finanziari alti ma poi sono fallite erano state considerate non investibili dal punto di vista della sostenibilità.
  • L’invecchiamento della popolazione, l’inquinamento dell’aria e l’esaurimento delle risorse naturali, i cambiamenti dei modelli di business in diversi settori creano nuove opportunità di investimento.

Gli investimenti sostenibili hanno toccato in tutto il mondo la cifra di 30,7 trilioni di dollari. A fornire la cifra è stata Global Sustainable investment alliance (Gsia) organizzazione che riunisce associazioni di tutto il mondo specializzati in finanza sostenibile.

L’Europa è al primo posto con 14 mila miliari di dollari in asset socialmente responsabili seguita dagli Stati Uniti (12 miliardi) e Giappone (2,18 miliardi).

Attraverso l’investimento con approccio Esg diamo maggiore significato al risparmio con vantaggi per l’investitore, le imprese e la società.

 

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Rosario Daniele Iemulo