Perché procrastiniamo anche nelle decisioni finanziarie?

Perché procrastiniamo anche nelle decisioni finanziarie?

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“Mai rimandare a domani ciò che puoi fare oggi” (T. Jefferson)

Gli smartphone sono diventati ormai un oggetto da cui non ci si può separare.

Li usiamo per controllare il tempo, per ottenere indicazioni stradali, per cercare il nome di quel film che non riusciamo a ricordare, per rimanere in contatto con le altre persone e… anche per telefonare.

I produttori rendono facile tenere il passo con le modifiche di una tecnologia in continuo miglioramento inviando aggiornamenti del sistema operativo direttamente sul proprio smartphone. Tutto quello che bisogna fare è toccare “aggiorna ora”.

Sembra abbastanza semplice, eppure spesso si opta per il pulsante “aggiorna più tardi”, perché, ammettiamolo, il tempo è denaro.

A volte non si trovano nemmeno quei pochi minuti da perdere in attesa del download per fare l’aggiornamento.

Questa mancanza di tempo, o questo non trovare il tempo per fare un aggiornamento, può non creare nessun problema nell’immediato ma può rendere le cose più complicate in seguito.

Alcuni mesi di avvisi e promemoria ignorati possono comportare un notevole arretrato di aggiornamenti e rallentamenti nell’utilizzo di alcune funzioni. Prendersi cura di tale arretrato richiederà molto più di cinque minuti e lo sappiamo bene.

Chiunque legga questo articolo probabilmente ha un elenco di cose da fare eppure ritiene importante impiegare quattro minuti del proprio tempo per leggere e informarsi.

Magari questi quattro minuti potranno essere utili per fare e iniziare ad agire.

Stare con le mani in mano significa che non si sta agendo per risolvere il problema e che quindi tale problema rimarrà tale.

Ogni volta che stiamo fermi aumentiamo la possibilità di stare fermi anche la prossima volta, sviluppiamo l’abitudine a procrastinare.

Secondo Piers Steel, professore nel settore del comportamento organizzativo e delle risorse umane, le persone entrano in un circolo vizioso di procrastinazione a causa dell’incapacità di gestire stati d’animo negativi legati ad un compito.

La procrastinazione non è legata alla gestione del tempo, non ha niente a che fare con la pigrizia, ci mettiamo a fare altro perché il compito che stiamo evitando è noioso oppure porta insicurezza, paura del risultato o ansia.

Ci sono molti compiti in cui rimandare non è solo una cattiva abitudine, ma può anche avere effetti negativi nella vita.

La gestione finanziaria del patrimonio è una di queste cose.

Quando si tratta di denaro e pianificazione finanziaria, ci sono almeno 3 ragioni principali per cui si tende a procrastinare.

1. Paura del cambiamento

Siamo a nostro agio dove siamo, o almeno siamo abbastanza a nostro agio da aver paura di fare qualcos’altro. Il 44% delle persone intervistate dalla Federal Reserve afferma di sentirsi più stressato dal denaro che dalle relazioni o dal lavoro. Tuttavia, restiamo bloccati nella nostra zona di comfort e non facciamo nulla. Facciamo quello che abbiamo sempre fatto, perché l’altro percorso è sconosciuto. Quindi, ad esempio, lasciamo i soldi sul conto corrente facendoli diminuire nel tempo a causa dell’inflazione, compriamo immobili perché percepiti come investimento sicuro per poi scoprire che non è cosi. Il cambiamento spaventa e pertanto tendiamo ad evitarlo.

2. La vita è indaffarata per tutti

Spesso la decisione di iniziare a far lavorare i soldi per noi viene posticipata con pensieri di circostanza: siamo nel mese di marzo e aspettiamo dopo Pasqua, siamo a giugno e lasciamo passare tutta l’estate, siamo a novembre e rinviamo all’inizio dell’anno successivo. Nel frattempo il tempo passa e negli anni non si è costruito un buon piano finanziario.

Diecimila euro posteggiati su un conto infruttifero dopo cinque anni diventano poco più di 9 mila, per colpa di costi e inflazione. Investiti in obbligazioni internazionali, ipotizzando di riuscire a ottenere gli stessi rendimenti medi del periodo 1900-2017, dopo cinque anni possono diventare 11.

3. Di chi fidarsi?

Con i soldi, è così difficile sapere con chi parlare!

Qui diventa fondamentale la scelta del consulente finanziario perché sarà la persona che ci affiancherà nella definizione degli obiettivi e l’implementazione delle soluzioni ottimali per raggiungerli.

Empatia e fiducia costituiscono gli elementi fondanti per un rapporto professionale di lungo termine; il 57% degli investitori si affidano a consulenti di cui fidano.

 

Le abitudini o le tendenze della procrastinazione finanziaria potrebbero includere la mancata pianificazione anticipata di spese varie, la mancata creazione di coperture assicurative per proteggere noi e la nostra famiglia da eventi inattesi, la mancata pianificazione per gli studi dei figli, la mancata creazione di un piano di risparmio pensionistico, e molto altro.

La procrastinazione può ostacolare il raggiungimento dei propri desideri finanziari e danneggiare coloro che ti sono cari pertanto è importante prendersi cura delle proprie finanze per non trovarsi ad avere conseguenze finanziarie (costi) rilevanti. 

Procrastinare equivale a non fare…

Per superare la procrastinazione finanziaria è importante innanzitutto capire perché lo si fa e una volta capito cosa ci trattiene, si può ricavare una strategia più appropriata per agire.

Fondamentale è iniziare.

Dopo aver fatto il primo passo, i procrastinatori si rendono conto che non è così difficile come sembra; il primo passo può essere qualcosa di semplice come stabilire un piccolo obiettivo finanziario raggiungibile.

Portare a compimento ciò che ci siamo prefissati può essere un enorme motivatore verso obiettivi più grandi, a più lungo termine.

Come in ogni sforzo impegnativo, ricorda che non devi farlo da solo e la scelta di farsi affiancare da un bravo consulente finanziario è il modo migliore per avvicinarsi ai propri obiettivi, ma anche per valutare i progressi e mantenere sotto controllo le strategie adottate.

Il massimo vantaggio è premere il pulsante “Aggiorna ora” sulle tue finanze personali.

 

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Rosario Daniele Iemulo